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Genere Eugenoma

L’uomo e la donna sono soggetti conformati in modo precipuo per incontrarsi nell’atto riproduttivo e dare così continuità alla specie umana. Un incontro che la bioingegneria potrebbe rendere superfluo. Superata la naturale linea di demarcazione dei “diritti universali†la cultura oggi emergente si sta muovendo verso la destrutturazione della famiglia tradizionale e l’affermazione del “diritto al figlioâ€. Un figlio concepito in una logica di “natalità pilotataâ€. Disporre sempre più di informazioni cruciali sulla natura dei geni e sulle tecniche di fecondazione extra-uterina apre una inquietante prospettiva. Il passaggio graduale da una finalità “terapeuticaâ€, sempre auspicabile, ad una tanto selettiva quanto indefinita “modificazione genetica†delle attuali caratteristiche umane. Già nel secolo passato l’occidente ha conosciuto gli aberranti sviluppi delle teorie concepite, fine '800, da Francis Galton (il padre dell’eugenetica) “per il miglioramento del genere umano†attraverso la mappatura e la conservazione di caratteri ereditari eccellenti. Dall’America all’Europa furono adottate su larga scala formule per la selezione di coppie “adatte†alla riproduzione, nonché pratiche di sterilizzazione forzata di psicolabili, di pervertiti e di criminali-nati.  Il più recente movimento dei “transumanisti†si fonda sull’assunto che la tecnologia potrà permetterci di evolvere oltre ciò che siamo abituati a considerare umano. Sullo sfondo il diritto “individuale†ad una piena libertà di scelta. Come contorno “casi toccanti†di situazioni dolorose che muovono a “buonismoâ€. Così, disponendo della tecnica e potendolo fare, certe scelte diventano man mano irresistibili. Perché non poter avere figli in età avanzata o in assenza del partner? Perché non procreare solo figli geneticamente sani? La tecnica fa progressi e nascono nuove aspettative. Perché non avere dei figli più belli, più prestanti e più longevi? Perché non riavere il figlio perduto? Perché sopportare i disagi e le rinunce della gestazione? La storia ci insegna che la scienza, lasciata a se stessa, non offre alcuna garanzia di limiti etici predefiniti. Le attuali ricerche sulle cellule staminali vanno da quelle embrionali a quelle adulte solo sulla base, sin qui accertata, di un diverso grado di fungibilità. La bioingegneria non è certo tenuta ad interrogarsi in merito all’identità psico-emotiva di un futuro superuomo e non è neppure in grado di “pesare†l’impatto sociale e gli effetti provocati dalla sua presenza all’interno di una comunità tradizionale. Avere in mano il patrimonio ed il destino genetico dell’embrione non dà il potere di creare il prototipo di nuove specie, genere Eugenoma.

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messaggi (3)

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commento:   sint, 31/10/2009 17:04:59  (ip:79.8.244.231)
Dalle staminali di pelle o saliva lui ci metterà i gameti e lei gli ovociti. Sarà la fabbrica dei figli dello stampino.
commento:   Roy, 25/09/2009 11:43:03  (ip:79.49.245.224)
Si cambia sesso, si congela lo sperma e dopo 30 anni si diventa "padre" affittando l'utero (vedi M.Paradiso). A questo serve la genetica?
commento:   abc.33, 03/09/2009 11:43:38  (ip:87.16.240.174)
L'uomo che si paragona a Dio è la specie vivente più pericolosa. Quante altre mostruosità dobbiamo ancora aspettarci?

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