L'accesso ad internet è un Diritto

Limitare l'accesso alla rete significa limitare la libertà di opinione e di espressione. Questo è quanto è stato affermato dal Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite che ha approvato una risoluzione che tutela la libertà di espressione ed informazione on line...

...continua...

Erika Capacci

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commento:   valtiberinaonline.it, 22/08/2012 16:47:38  (ip:194.243.52.171)
http://news-notizie.wineuropa.it/notizie/2-notizie-nazionali/8-politica/158106-Meno-burocrati-piu-web-Ecco-la-Fase-2-di-Passera.html

Meno burocrati, piu' web Ecco la 'Fase 2' di Passera
Banda larga e start-up del governo

ROMA
START UP, e-commerce, banda larga, semplificazioni. Sono misure all'insegna dell'innovazione le prime in arrivo a settembre per lanciare la fase due della crescita. Il ministero dello Sviluppo economico ci sta lavorando da tempo e, come annunciato da Corrado Passera (nella foto in alto), potrebbero arrivare suddivise in più provvedimenti e non in un unico decreto.

PER VEDERLE nero su bianco bisognerà però aspettare il mese prossimo, visto che il Consiglio dei ministri convocato per venerdì, il primo dopo la pausa estiva, non prevede al momento l'esame di alcun intervento particolare. A Palazzo Chigi si farà piuttosto un giro di tavolo con tutti i ministri impegnati ad esporre linee programmatiche e desiderata per i mesi a venire.
L'appuntamento con lo «Sviluppo bis» è quindi rimandato a settembre, quando, ha spiegato Passera, «ci sarà l'annunciato completamento delle misure per aiutare la nascita di nuove imprese, le start up». L'obiettivo è quello di riunire in un unico fondo le risorse già disponibili, pari ad alcune decine di milioni di euro, ma finora non utilizzate a pieno. Toccherà poi alle semplificazioni burocratiche a favore delle imprese, più volte richieste dalle associazioni imprenditoriali (con le quali Monti potrebbe fare il punto il 5 settembre), e alla banda larga, accompagnata da una spinta all'e-commerce e all'e-government.

SUL TAVOLO di lavoro del governo arriverà però anche la più complessa questione della revisione degli aiuti pubblici alle imprese, compito affidato a Francesco Giavazzi. Il rapporto dell'economista, ha spiegato ancora Passera, «conferma l'opportunità di quanto già realizzato in termini di ridisegno degli incentivi». Come a dire che molto in materia è stato già fatto. Esclusi gli incentivi già riorganizzati con il dl sviluppo, restano quindi da passare al setaccio i contributi, tutt'altro che indifferenti, elargiti dagli enti locali.

C'È POI il grande capitolo fisco. Un possibile taglio dell'Irpef è stato smentito a chiare lettere dal presidente del Consiglio, Mario Monti, ma quella fiscale, come sottolineato più volte e ribadito con forza ieri da Passera, resta una «zavorra» da correggere.
Tra le possibilità potrebbe esserci quella, già sperimentata in passato da Prodi, di un taglio del cuneo fiscale. Il problema resta però il solito, quello delle risorse. Per un taglio anche minimo servirebbero almeno 10 miliardi, ma all'appello mancano ancora i 6 miliardi necessari per scongiurare il temuto aumento dell'Iva a partire dalla seconda metà del 2013 Mentre l'Agenzia delle Entrate alza il tiro e punta a migliorare il recupero di fondi dall'evasione: il target è stato alzato a 15 miliardi, rispetto ai 12,7 dello scorso anno.

Notizie tratte dalla Nazione

commento:   Max, 31/07/2012 22:37:38  (ip:88.38.113.113)
Bello il diritto costituzionale di accesso ad Internet a tutti, certamente andrebbero stabilite regole di utilizzo e comportamentali oltre ad istituire enti abilitati al controllo di illeciti e abusi (come pedofilia, truffe ecc..)
commento:   Erika Capacci, 30/07/2012 17:37:20  (ip:194.243.52.171)
Limitare l'accesso alla rete significa limitare la libertà di opinione e di espressione. Questo è quanto è stato affermato dal Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite che ha approvato una risoluzione che tutela la libertà di espressione ed informazione on line, testo controfirmato da 80 delegazioni di tutto il mondo, Italia compresa. La libertà di espressione deve essere tutelata indipendentemente dal mezzo che si usa esercitarla nel rispetto dell’articolo 19 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (“ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere”) e tutti gli stati sono invitati a promuovere ed agevolare l’accesso ad internet e la cooperazione internazionale finalizzata allo sviluppo dei media di informazione e di comunicazione e devono garantire la libertà di espressione e di informazione come accade nel mondo reale (tra le nazioni che hanno espresso voto contrario alla risoluzione ci sono Cina, Russia e India).
Nonostante la grave crisi, il merito di aver costituzionalizzato il diritto di accesso a internet spetta alla Grecia. Con la riforma del 2001 viene stabilito che ognuno ha il diritto di partecipare alla società dell'informazione e l'obbligo dello Stato è di facilitare l'accesso ai dati trasmessi per via elettronica, nonché di produrre e diffondere tali informazioni.
Nello stato dell’Ecuador l’approvazione della Carta è arrivata nel 2008, nella quale si afferma che lo stato ha l’obbligo di garantire l’accesso alle bande libere per l’utilizzo di reti senza fili, assicurando che nel loro utilizzo prevalga l’interesse collettivo. In Bolivia, nel 2009 è stato stabilito che lo stato promuoverà politiche strategiche volte a incorporare la conoscenza e l’applicazione di nuove tecnologie d’informazione e comunicazione.
Poi ci sono l’Estonia, che è uno dei paesi più all’avanguardia nell’utilizzo del web, il Costarica, la Spagna, la Finlandia, la Francia, i Paesi Bassi, l’Islanda, etc. e poi c’è l’Italia. Sottoscrivendo la risoluzione fa si che qualsiasi tentativo futuro di ostacolare la libertà d’informazione mediante proposte di legge avrebbe come conseguenza l’esclusione dall’elenco dei paesi in cui vengono rispettati i diritti dell’uomo e del cittadino (tra le nazioni che hanno espresso voto contrario alla risoluzione ci sono Cina, Russia e India) ma in realtà siamo ancora molto indietro, non solo con i fatti ma anche con le parole: infatti sul diritto alla rete esiste un vuoto legislativo che nessuno si sta interessando a colmare… inserire il diritto all’accesso ad Internet nella Costituzione Italiana quale diritto fondamentale dell’individuo è quanto di più avanzato potrebbe fare attualmente la nostra politica.

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